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LO STRESS NEL SETTORE DELLE BANCHE

 

INDAGINE CONOSCITIVA PER LA VALUTAZIONE DELLO STRESS IN ALCUNI ISTITUTI BANCARI OPERANTI IN PUGLIA

 

Diversi studi e ricerche effettuati sia a livello nazionale che a livello internazionale hanno evidenziato, ormai,  che bisogna parlare di stress da lavoro come di una vera e propria patologia che colpisce un numero crescente di lavoratrici e lavoratori determinando disturbi sia fisici che psichici e quindi sia danni alla salute che un peggioramento complessivo della vita, anche nei suoi aspetti sociali e di relazione.

Ecco alcuni dei disturbi biologici, fisiologici e comportamentali che lo stress può provocare:

 

-         diminuzione delle difese immunitarie;

-         aumento della suscettibilità all’insorgenza dei tumori e alle malattia infettive;

-         ansia, depressione e disturbi del sonno;

-         anomalie cardiovascolari e respiratorie, ipertensione arteriosa, dispnea (aumento frequenza del respiro);

-         aumento della glicemia e disturbi del sistema gastrointestinale (ulcere gastriche);

-         influenza sui comportamenti, es. abuso di sostanze alcoliche, tabagismo, ipo o iperalimentazione che a loro volta danno danni diretti alla salute.

 

Nel settore finanziario e delle banche in particolare, i livelli di stress hanno subito negli ultimi anni un’impennata notevole a causa sia dei continui processi di ristrutturazione che determinano cambiamenti sui modelli organizzativi e procedurali, sia per i ritmi e carichi di lavoro sempre più frenetici, oltre che per le forti pressioni esercitate sui lavoratori per il raggiungimento dei "budgets".

Il cambiamento del modo di fare banca, la richiesta di continue modifiche di competenze professionali e di responsabilità, l’utilizzazione massiccia di sempre più sofisticati strumenti tecnologici, una sempre più accesa competizione tra colleghi con riferimento ai "budgets" ed ai premi incentivanti collegati, oltre a comportamenti esasperati che determinano fenomeni di mobbing, contribuiscono ad aumentare la sensazione di precarizzazione e di insicurezza dei lavoratori provocando stati di ansia e malessere sempre più diffusi.  

E proprio sui temi della salute e della sicurezza sui posti di lavoro la FISAC dedica  particolare attenzione ritenendoli non marginali nelle strategie rivendicative complessive in categoria con l’obiettivo di rendere concretamente esigibile il diritto alla salute ed alla dignità della persona .

La nostra iniziativa, attraverso una indagine capillare che intende valutare le condizioni di stress delle lavoratrici e dei lavoratori  in alcuni Istituti Bancari nazionali e locali operanti in Puglia, rientra, pertanto, in questa scelta politica della FISAC e si pone l’obiettivo, analizzando la situazione in regione, di ottenere elementi e indicazioni utili per rendere sempre più incisiva la contrattazione delle condizioni e della qualità della prestazione lavorativa.

L’indagine si avvale delle competenze di un’equipe di tecnici coordinata dal dott. Paolo Pappone, psichiatra presso l’ASL NA1, con la collaborazione della dott. O. Natullo, psicologa, e la consulenza del prof. A. Saggino dell’Università di Chieti.

L’iniziativa si sviluppa attraverso una distribuzione capillare di appositi questionari, predisposti con metodo scientifico ed in forma anonima, nelle filiali delle banche scelte come campione, con il pieno coinvolgimento delle strutture aziendali e degli R.L.S. presenti nelle stesse.

 

Invitiamo le lavoratrici e i lavoratori che saranno interessati dall’iniziativa ad una fattiva collaborazione; chiediamo loro di dedicarci pochi minuti del loro tempo per la compilazione dei questionari con la massima attenzione e tempestività per consentire la buona riuscita di questa nostra  ambiziosa iniziativa,  svolta nell’interesse della  difesa della salute e del benessere sui posti di lavoro e per il  miglioramento della qualità della vita.

 

 

Giugno 2005

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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